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08
Giu

La testimonianza delle insegnanti: Eleonora N.

Sul finire di questo strano anno scolastico, Eleonora Ninni, la nostra collaboratrice più giovane, insegnante di Italiano nella sede ospitata presso i locali della parrocchia di Santa Monica, ci racconta questi suoi anni di MIC, dalla prima esperienza come tirocinante alla didattica a distanza nella pandemia.

E manda un messaggio importante per tutte e tutti coloro che, a vario titolo, danno vita ai progetti di integrazione di Mondi in Città: insegnare non è solo fornire conoscenze, ma è anche creare relazioni di fiducia con le allieve e imparare da loro.

“Ho conosciuto Mondi in Città all’incirca due anni fa tramite il Centro Interculturale di Torino che mi ha permesso di mettermi in contatto con loro per svolgere un tirocinio.

In classe

Mi ha incuriosito il progetto “Torino la mia città” perché volevo cercare di capire quale fosse l’atmosfera che si respirava all’interno di una classe di allieve donne.

Sin da subito ho percepito la sensazione di essere entrata in una grande famiglia da cui avrei potuto imparare moltissime cose.

E così è stato, grazie alla mediatrice culturale e alle insegnanti a cui sono stata affiancata che, con il loro entusiasmo e la loro disponibilità, mi hanno portato ad appassionarmi ancora di più a questa meravigliosa realtà.

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Con le allieve si è instaurato un bellissimo rapporto sin dall’inizio, ma la cosa che più mi ha soddisfatta è stata vedere come alcune di loro, nonostante le difficoltà e le carenze linguistiche, non si siano chiuse in loro stesse ma, anzi, si siano sempre messe in gioco facendosi aiutare dalle altre compagne.

Così, se da un lato tutte quante sentono la necessità di acquisire conoscenze sulla lingua italiana, anche io grazie al loro contributo sto ampliando il mio bagaglio di conoscenze.

Durante questi mesi grazie ai cellulari siamo sempre rimaste in contatto; con alcune riesco a parlare telefonicamente mentre con le altre, grazie al gruppo WhatsApp che abbiamo creato all’inizio del corso, ci sentiamo quotidianamente scambiandoci messaggi. All’interno del gruppo molte inviano le foto dei piatti appena cucinati, altre scrivono frasi e inviano dei video di incoraggiamento, altre ancora si divertono a raccontare le attività che svolgono a casa con i loro figli.

Compiti da correggere via WhatsApp

Entrare in classe, sentire le loro chiacchiere, vedere i loro sorrisi e specialmente il loro consueto saluto “Buongiorno! Come stai maestra?“, sono alcune delle cose che, sicuramente, mi mancano moltissimo in questo periodo trascorso a casa.

Eleonora Ninni”

 

 

 

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