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11
Ott

Tante novità del progetto “Torino la mia citta” 2018-2019

classi piene nella sede di Via Leoncavallo (Barriera di Milano)

La prima settimana di ottobre sono iniziate le lezioni di alfabetizzazione e cittadinanza attiva per donne migranti del progetto “Torino la mia città”. L’attualità e necessità del progetto, dopo quasi 20 anni di attività, sta nei numeri: anche quest’anno le signore iscritte sono circa 350, accompagnate da quasi 200 bambini. Le quattro sedi hanno raggiunto in poco tempo il massimo della loro capienza, soprattutto a Barriera di Milano, sede nella quale i numeri per la prenotazione delle iscrizioni sono esauriti nel primo quarto d’ora, e nel quartiere Aurora.

Purtroppo non è stato possibile accogliere tutte le signore che avrebbero voluto partecipare al progetto ed è stata stilata una lista d’attesa.
In linea con le tendenze dei flussi migratori, è aumentato percentualmente il numero delle frequentanti di origine egiziana e subsahariana, mentre diminuiscono, pur rimanendo maggioranza, le iscritte di origine maghrebina. Oltre alla traduzione in lingua araba da parte delle mediatrici culturali, colonne storiche del progetto, la traduzione in inglese e francese è garantita dalle stesse insegnanti, davvero inesauribili nelle risorse che mettono a disposizione dell’associazione.

 

gruppo intermedio nella sede di Via Genè (Aurora), con le insegnanti Leonarda, Rosanna e Simona

Ma i cambiamenti non arrivano solo dalla composizione etnica delle classi.
Come abbiamo anticipato, quest’anno sarà sperimentato un diverso approccio al percorso di cittadinanza, integrandolo più strettamente con le lezioni di Italiano. I tradizionali incontri con gli esperti sui temi già collaudati di maggiore interesse per le nostre frequentanti (leggi sull’immigrazione, cura dei bambini, alimentazione, educazione e scuola, salute femminile, dialogo interreligioso) saranno seguiti da laboratori di condivisione e scambio guidati dalle insegnanti nei gruppi classe.

Per questo le ore di lezione sono aumentate da due a tre, sempre per due mattine la settimana, senza impegnare le frequentanti in un terzo giorno ogni tanto, dedicato esclusivamente agli incontri di cittadinanza.
La sperimentazione nasce dalla duplice esigenza di coinvolgere maggiormente le frequentanti nel percorso di cittadinanza, che veniva disertato da alcune perché svolto in un giorno diverso da quello di lezione, e di favorire non solo l’integrazione delle persone immigrate in Italia, ma anche la conoscenza e la convivenza pacifica tra le diverse culture che si trovano a interagire sullo stesso territorio.

la classe di “terza media” in via Leoncavallo, preparato dall’insegnante Erika, aiutata da Romina, tirocinante DITALS

Per affrontare le sfide del nuovo anno, le insegnanti, in larga parte volontarie e già molto preparate, hanno partecipato a tre incontri di formazione sulle tecniche di conduzione di gruppo e didattica della cittadinanza.
Nel percorso di cittadinanza sono programmati, come di consueto, le visite ai Musei, a cura dalle nostre “guide interculturali” che hanno partecipato ai progetti speciali negli anni passati, e tour per la città, anche di singoli gruppi classe.

Desideriamo davvero che anche quest’anno si riesca a creare un clima di amicizia e collaborazione tra tutte le partecipanti al progetto, tra le frequentanti tra loro, le insegnanti e le baby sitter, in modo che “Torino la mia città” non sia solo un “corso” per imparare l’Italiano e ricevere alcune informazioni necessarie per la vita quotidiana, ma una comunità multiculturale dove imparare a rispettare le diversità, arricchendosi reciprocamente.

 

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