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14
Apr

L’esperienza delle nostre insegnanti: Angela

Dopo la testimonianza di Sara, leggiamo quella della sua collega nel primo gruppo della sede di via Genè, Angela Raseri. Volontaria MIC da soli due anni, sembra sia con noi da sempre, tanto è profondo il suo impegno nell’insegnamento e la vicinanza alle nostre allieve. Già maestra di scuola primaria, ci conduce attraverso vari passaggi: dal contatto con  bambini e bambine a quello con donne adulte e dal piano dei valori e delle idee alla concretezza dell’azione.

Buona lettura!

“Mi chiamo Angela. Sono un’insegnante di scuola elementare in pensione da tre anni. È il secondo anno che collaboro con MIC nell’insegnamento della lingua italiana alle donne straniere, non avrei mai immaginato che quest’esperienza mi avrebbe così coinvolta e mi sarebbe tanto piaciuta.

Foto di gruppo della classe con Angela durante un’uscita didattica

Credo mi abbia insegnato a constatare la distanza che c’è tra il mondo delle idee, quello dei princìpi e l’esperienza delle relazioni. La convinzione ben salda sull’uguaglianza degli uomini si è radicata in me non appena ho cominciato a usare la ragione; trovarmi tuttavia gomito a gomito con donne provenienti da paesi diversi, essere anche fisicamente così vicine, guardarci negli occhi, tentare di comunicare  nonostante le differenze linguistiche, essere coinvolte nello stesso desiderio di realizzare lo stesso progetto, mi ha fatto sentire l’emozione profonda di appartenere alla stessa umanità!

Mi ha aiutato a sentirmi più vicina a tutte le donne del mondo, ognuna con il loro universo, ma tutte con lo stesso palpito nel cuore. Ho pensato tanto a quelle donne che in molti paesi faticano nella quotidiana esistenza, sono oggetto di discriminazioni, affrontano una vita materiale di stenti. Possiedono però il dono della vita e la potenza della generazione – che sicuramente le anima a combattere ogni giorno per sé e per i loro figli.

Si lavora in classe…

Un’altra cosa che la scuola di via Genè mi sta insegnando è a essere più adattiva e disponibile ai cambiamenti – senza contrariarmi perché gli avvenimenti non seguono le mie aspettative. Nella nostra scuola non c’è altra strada che cercare di capire le difficoltà dell’altro e avere un po’ di fatalismo. Ad esempio, mi è capitato di preparare una lezione per due signore analfabete che seguo e loro quel giorno erano  assenti. Pazienza! Penso a cosa ha impedito loro di venire, piuttosto che alla mia “lezioncina” non svolta! Ho imparato come sia importante, per noi insegnanti,  pensare subito a come utilizzare al meglio, con le allieve presenti, le risorse a disposizione.

…e a casa: alcuni esercizi dati via chat durante l’emergenza sanitaria

Certo sapevo che nel mondo esistono persone analfabete, ma trovarmi davanti a due donne di loro mi ha commosso. Guardavo la mano grossa di una delle due che mai aveva impugnato una matita, e che adesso era lì seduta, all’età di trentotto anni, pronta ad imparare l’alfabeto (senza però sapere esattamente di che cosa si trattasse).

Un compito improbo da affrontare da adulta! Da pochi mesi in Italia, in un contesto così differente dal suo paese di provenienza, immersa in una città sconosciuta, dove si parla una lingua per lei inintelligibile. Cercavo di immaginare il suo spaesamento  mentre stava seduta davanti a me con una matita, pronta a iniziare un cammino sconosciuto fatto di segni “misteriosi”, di una lingua piena di suoni incomprensibili e difficili da riprodurre. Provavo ammirazione per il suo impegno!

L’apprendimento della letto-scrittura per un adulto è molto difficile, specialmente in una lingua che non conosci; i progressi sono lentissimi, i primi mesi direi minimi, quindi immagino che per le mie allieve la lezione sia stata talvolta frustrante anche perché, non conoscendo il percorso che stavano facendo, era come camminare nel buio! Ciononostante, hanno continuato frequentare la scuola, a  sedersi al banco con desiderio di imparare e fiducia in noi insegnanti. I loro sguardi di gratitudine mi hanno riempito il cuore!

Prelibatezze reali e virtuali delle allieve di Angela

Mi piace molto il clima che si è creato in classe: tutte le allieve hanno messo il loro impegno nelle attività proposte, naturalmente secondo le proprie possibilità. Si percepiva che erano contente di venire a scuola, di incontrarsi con altre allieve e con le insegnanti. Arrivavano con i loro bambini e i passeggini portati su per due piani, propositive e disposte ad imparare!

Apprezzo anche molto lo spirito collaborativo che si è instaurato tra le insegnanti, e tra queste e le coordinatrici; non è un’esperienza così comune sperimentare la cooperazione e la condivisione d’intenti: emerge la parte più  positiva e costruttiva di un gruppo di lavoro, di cui c’è molto bisogno per noi stesse e per gli altri.

Grazie MIC!

Angela Raseri”

 

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